Linguaggio e comunicazione ape-uomo

Come comunicano le api - blog

Quando si vede un nido d’ape non si può che rimanere incantati dalla sua struttura ad esagoni così perfetta, perfino Galileo Galilei era affascinato dalla precisione delle api nell’ottenere quegli angoli perfetti.

Seppure il loro cervello sia pari a un seme di sesamo, le api sono insetti intelligenti e nel tempo si sono dimostrate le loro capacità di apprendimento nel compiere ragionamenti complessi, calcolare le distanze, comunicare e imparare da api con maggiore esperienza per migliorare la propria efficienza.

Come comunicano le api

Nel 1973 lo zoologo austriaco Karl Von Frisch ricevette il premio Nobel per le importanti scoperte sui metodi di comunicazione, organizzazione e comportamento individuale e sociale, studiando nello specifico quelli utilizzati dalle api e le loro capacità percettive e sensoriali.

Le api dispongono di organi sensoriali diversi dai nostri per struttura e funzione. I loro occhi sono composti da ommatidi e le loro antenne sono la sede di alcuni organi di percezione degli odori. Per via di queste distinzioni è possibile identificare diversi “linguaggi” di comunicazione tra esse, tra cui la danza e il ronzio.

La danza delle api

Insieme ad altri importanti studiosi, Von Frisch osservò come l’olfatto e la vista siano essenziali per l’orientamento delle api in volo, per poter raggiungere l’esatta posizione della fioritura; quando le api esploratrici tornano in alveare, comunicano alle compagne il luogo di approvvigionamento tramite una ghiandola estroflessa sul loro addome il quale emana un odore attraente per le api bottinatrici che seguiranno l’esploratrice in una bellissima danza.

Infatti la vera comunicazione riguardo la posizione del nutrimento, all’interno della famiglia, avviene mediante la danza circolare e la danza dell’addome.

La danza circolare è utile ad indicare con esattezza il tragitto da percorrere per raggiungere destinazioni entro i cento metri e si svolge con movimenti circolari a destra e a sinistra.

La danza dell’addome, invece, è utile ad indicare con esattezza il tragitto da percorrere per raggiungere destinazioni oltre i cento metri e fino ai 3 km circa (a volte di più); questo tipo di danza si esegue percorrendo linee rette, che rispetto al telaino (sopra il quale si svolge la danza) possono risultare verticali, orizzontali o oblique, a cui seguono sempre movimenti circolari. Le api capiranno dove si trova la fonte di approvvigionamento osservando l’orientamento della retta rispetto alla verticale del telaino, quindi alla posizione del sole; l’angolo che si forma rispetto alla verticale corrisponde con precisione all’angolo che si crea dall’alveare con il sole in direzione della fonte di approvvigionamento.

La velocità di esecuzione e la vibrazione esercitata durante la danza, sono direttamente proporzionali alla distanza ed alla ricchezza della fonte di nutrimento. Con questo tipo di linguaggio, le api esploratrici sono in grado di comunicare anche quali saranno le difficoltà e gli ostacoli che si incontreranno durante il percorso verso la fonte di nutrimento.

Il ronzio delle api

Altro mezzo di comunicazione è il ronzio creato dal movimento delle loro ali, che può variare di intensità e frequenza in base alla situazione in cui si trovano e al messaggio che vogliono comunicare; nel caso in cui sia presente una situazione di forte stress o di allarme, agiteranno le loro ali in modo rapido e si muoveranno velocemente all’interno dell’alveare, per avvisare tutti i componenti dell’imminente pericolo.

Comunicazione feromonica

Le api nutrici utilizzano l’olfatto quando ad emanare “odore” (tramite i feromoni) sono le larve che hanno necessità di cibo. Tale feromone gli permette di individuare il giorno di incubazione e, di conseguenza, somministrare il cibo di cui hanno bisogno.

L’ape regina è in grado, attraverso i suoi feromoni chiamati “primari”, di esercitare il controllo su tutta la colonia; essi fungono da inibitori o stimolatori in base al comando che essa vuole dare.

Ogni alveare ha il proprio odore distintivo, quindi ogni componente di uno stesso nucleo verrà identificato come parte di esso. Ciò permette alle api guardiane di individuare gli estranei per attaccarli e, grazie al veleno rilasciato, lanciare l’allarme alla famiglia, che interverrà in loro aiuto.

Comunicazione tra uomo e ape

Le api riescono a vivere e gestirsi anche senza l’aiuto dell’uomo, tuttavia, possono rivelarsi anche molto fragili e per questo motivo, l’uomo che sceglie di interagire con gli alveari, porta con sé un profondo rispetto verso questi piccoli insetti ed ogni azione viene fatta con assoluta coscienza per non alterare in nessun modo il loro benessere.

L’uomo rappresenta una figura di fondamentale importanza quando sono presenti minacce insormontabili per l’ape, quali infestazioni da parassiti e inquinamento da fitofarmaci.

La ricerca di un metodo di comunicazione tra apicoltore e ape, nasce dall’esigenza di trovare soluzioni adatte ad ogni situazione avversa. L’apicoltore ha il compito di entrare in contatto con l’alveare, capirne i comportamenti per far parte anch’esso di quest’ultimo e dar luogo ad una vera e propria collaborazione reciproca.

Grazie all’apidologia oggi sappiamo che l’essere umano è effettivamente in grado di comunicare con le api attraverso diversi sistemi.

Comunicazione olfattiva

All’interno dell’alveare, la comunicazione olfattiva avviene attraverso diverse molecole feromoniche; diversi studi scientifici hanno dimostrato che questo tipo di comunicazione avviene tra specie diverse attraverso segnali “allelochimici”.

Gli scambi feromonici potrebbero essere la spiegazione per cui le api assumono un comportamento di aggressività quando l’apicoltore è in uno stato di ansia o di stress, poiché percepiscono questo cambiamento come una situazione di attacco; viceversa assumono un comportamento pacifico quando l’apicoltore è calmo e al contempo sicuro di sé nel modo in cui si rapporta con il nucleo.

Comunicazione visiva

L’adozione di movimenti bruschi e nervosi da parte dell’apicoltore, in prossimità dell’alveare, genera un aumento dello stato di allerta poiché le api associano l’azione improvvisa ad una situazione di pericolo; viceversa l’adozione di movimenti lenti e al contempo sicuri permette il mantenimento della tranquillità all’interno del nucleo. In questo tipo di comunicazione, l’apicoltore può provare il benessere generato dall’osservazione dell’ordine e della tranquillità regnanti all’interno dell’alveare.

Comunicazione uditiva

Attraverso la frequenza e l’intensità del ronzio generato dalle api in movimento, l’apicoltore può percepire se la famiglia si trova in uno stato di tranquillità o di allerta prossima all’attacco. Alcuni psicologi, studiosi nel campo dell’apidologia, si sono posti come obiettivo quello di individuare una correlazione tra l’ascolto di suoni e vibrazioni emessi dal ronzio delle api e le modulazioni delle onde cerebrali di alcuni apicoltori sottoposti ad indagine; l’ipotesi è nata dall’osservazione dello stato di benessere dell’apicoltore nel momento in cui il nucleo si presentava rilassato, tenendo come punto di riferimento la modulazione del suo ronzio.

Comunicazione tattile

Tale metodo di comunicazione è il più difficile da intraprendere, poiché comporta senza dubbio dei rischi, i quali impongono l’utilizzo di DPI che ostacolano il contatto con le api. Col passare degli anni, l’apicoltore principiante acquisisce più sicurezza, scoprendo la necessità di sperimentare questa sensazione unica; l’esperienza avrà reso l’apicoltore immune al veleno d’ape, per cui potrà attuare la comunicazione tattile evitando tragiche reazioni allergiche.

Conoscere il mondo delle api è, al giorno d’oggi, fondamentale per salvaguardarne la specie e la loro fondamentale funzione a livello ambientale. Essere informati su tutto ciò che riguarda le api non è solo incantevole, ma è utile per accrescere il senso di rispetto verso una specie che, per noi, è sempre stata d’esempio soprattutto nei sistemi di organizzazione.

Grazie all’apicoltura è possibile vivere in un ambiente sano, impollinato, dove le api si prendono minuziosamente cura della vegetazione e l’uomo giova dei benefici che i prodotti delle api apportano all’intero organismo.

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